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Visitor Info : Unknown - Unknown Domenica, 16 Dicembre 2018 16:59

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Marco Camboni è nato (was born, per chi si connettesse dal Sussex) il 23 agosto del 1968, in una calda e afosa notte d’estate, quando ancora al poetto c’erano i casotti, le coppiette che si imboscavano, i boccomeri, e soprattutto una bella sabbia bianca e impalpabile…sembra passato un secolo…e invece sono passati nell’ordine: un assessore, un presidente (oramai ex) della provincia ed un macchinario infernale che ha ributtato sull’arenile perigoni, mummungionisi azziccausu, pruppusu, bombasa e qualche surfista stralunato…tutto fuorché la nostra bella sabbia…ma questa è un’altra storia…
Nato e vissuto nella Marina, nobile quartiere di meno nobili modi, si è distinto tra i coetanei per l’assidua frequentazione nelle messe domenicali. All’età di 11 anni veniva insignito del grado di capo chierichetto in contratto full time, con la specializzazione in “scampanellata” e master in “turibolo e navicella”. Una predolescenza grossomodo tranquilla, con le preoccupazioni e le ansie tipiche di quell’età quali: ma al di fuori del mondo conosciuto (i confini perimetrali del quartiere) ci saranno altre forme di vita umana ?
I dubbi esistenziali si aggravano quando stringe amicizia con i futuri soci fondatori della compagnia Lapola, con i quali intavola disquisizioni di natura economico-scientifica sullo scambio delle figurine, su come assestare o schivare i ghingoni ( sorta di buffetti affettuosi assestati con le nocche delle mani) sullo scambio dei giornaletti (prima innocenti poi via via sempre più di argomentazione lasciva)…ma questa è un’altra storia, ed è meglio che non ve la racconti…
Muove i primi passi nel mondo del teatro, inconsapevolmente, cimentandosi in una serie di produzioni pseudo teatrali dal sapore quartieral-popolare, distinguendosi nel “bruciare” le prove generali degli spettacoli. A tal proposito durante una prima sentì un pannello che lo redarguiva pesantemente (…Marco…su..c…e… m…rua…) scoprì che la voce non proveniva dal corpo ligneo inanimato bensì dalla laringe del capocomico che sottolineava il salto di una pagina e mezza di copione…questa storia ve l’ho raccontata…
Dopo un periodo di studio ( a casa per recuperare latino e greco), la passione prende il sopravvento su tutti gli altri hobby che il quartiere offriva (le partitelle i piazza San Sepolcro, l’uscita di scuola del tecnico femminile, gli scherzi alle persone del quartiere e non).
Da qui la situazione è arcinota, le occasioni per esibirsi si fanno sempre più numerose e piacevoli, iniziava a delinearsi quella sorta di piacevole sdoppiamento di personalità che a tutt’oggi lo accompagna.
Correva l’anno 1990 e le piazze della Sardegna risuonavano di risate, provocate da un gruppo di comici vagantes provenienti da Cagliari…gran bella storia, troppo lunga per raccontarvela…
Tra una fiaba arraffazzonata, nella quale interpretava un Narratore distratto e moccioloso, e un Gesuino bigotto leggermente imbruttito, in cerca della propria anima gemella, il Camboni cerca la propria dimensione comica in una serie di personaggi che ricalcano vizi e virtù del macrocosmo cittadino.
Tra una serie di produzioni estive e botteghini esauriti al Cine Teatro Sant’Eulalia, arriva il momento della televisione. Nella stagione 1995/96 in Okkupazione ecco partorire dalla mente oramai provata del giovin attore L’Uomo Kubo, all’urlo di “…confusione, trasgressione, comunione liberazione…” con ascella libera e colpo d’anca in evidenza. A seguire il cinefilo del cinema Astoria (ahivoi chiuso in seguito all’avvento delle multisale) Luigi Anal. 
Il Signor Anal, l’ultimo dei romantici boccomeri è stato il portavoce di una non ristretta cerchia di cultori di films retropettici…chi la capisce stia zitto…
Nelle edizioni successive, Vico Lapola…ecco apparire personaggi quali Pasqualino il bambino rompiballe, con i suoi …”e Perché?” incalzanti al limite dell’istigazione a sa surra…e il primo Sig. Basciu, abitante in un basciu…che ha una sua evoluzione nelle fortunata serie di “Come il calcio sui maccheroni”. Basciu irrompe in scena, allegro e scanzonato, buttando in aria tutto ciò che trova a tiro. In seguito verrà citato per danni…
Alcuni numeri: le padelle rotte sono state 76, i pappagalli(volati e non) 22, sono state acquistate e successivamente sgobbate (ma t’a sindi fairi sa genti) 12 perette varie misure. Verdure, pasta, uova buttata nello studio e verso il pubblico, una trentina di chili di roba in tutto, provenivano da fondi di magazzino…tutta roba scaduta…non si spreca nulla.
In seguito, e grazie alle vitamine e alla vita sana fatta di sport e privazioni, ecco partorire l’idea di Don Dino e del suo inseparabile chierichetto, sacerdote sui generis, cappellano del Cagliari calcio, e osservatore e castigatore di fatti ed eventi di cronaca contemporanea…è vero o non è vero…?
Dante Aligheri, aligheri de aliga, declamatore di poesie, uomo dalla parola chiara e concisa “ no..poitt…no sì dà nà…de…sa là…a mama rà…eis cumprè…no!!!…nemmancu deu…”

Una fredda notte d’inverno, Marco Camboni si affaccia alla finestra della sua casa di campagna, e scopre che ha gellato…ha gellato tutto, ha gellato su maboi…su perdingiau… ma soprattutto il piricocco della vicina di casa…preoccupato come per le condizioni del raccolto si rivolge ad un amico di bidda, un certo Nandino, noto Arreiga, esperto di botanica, morigerato fabulatore e attento osservatore della natura umana. Un essere quasi perfetto, su non fosse per la parentela con un coniato C_ _ _ _ _I T_ _ _ _U (completa gli spazi).
Ma nel cuore del Camboni ha fatto breccia ultimamente un personaggio conosciuto tempo addietro, durante una fila alle poste Centrali, la Signora Franca Littera, “pensionata della posta…unu pagu mali posta…” . Una donna come tante altre, alle prese con la vita, un marito, il vicinato…un unico cruccio, una figlia in crisi esistenziale,”…chi circara circara e non agatta nudda…”cosa starà cercando?…seguitela e lo scoprirete…
Ha preso parte a tutte le produzioni teatrali, da Lapola Show (1990)a Dietro le quinte le seste (2001), interpretando veri personaggi.
Negli anni ha collaborato per altre produzioni: con l’amico Elio Arthemalle, una sera d’estate di qualche annoi fa ha seminato lo scompiglio ai giardini pubblici di Cagliari portando in scena lo spettacolo “Zapping” , poi riproposto in vari teatri della provincia.
“Fisietto” a cura della compagnia teatrale il “Crogiuolo” è stata l’ultima collaborazione esterna in ordine di tempo. Ha partecipato allo sceneggiato televisivo “Casa nostra” una produzione Rai, quando ancora produceva. Ha prestato, a livello di amicizia e quindi poche volte, la propria professionalità (pogarirari) per la realizzazione di diversi cortometraggi.
Nell’estate 2005, ha avuto il piacere (…) di presentare le serate per il concorso di bellezza “Miss Italia 2005”…che storia, se volete ve la racconto…a pagamento…
Nella vita, (po’ pappai, e infatti è dimagrito) è un operatore sociale, laureato (a sa beccesa), qualificato ( in semifinale).
Questo è Marco Camboni, i suoi personaggi, i suoi punti di (s)vista. 
Vi saluta con queste taumaturgiche parole:” In signe manis de Bacu Abis, augellum aere in taret picula…pudenda specula…de conch’è tacula.
Ciao a tutti.

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